Associazione Culturale "Apois"
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Terra del Fuoco Mediterranea

 

Terra del Fuoco Mediterranea rappresenta uno dei nodi locali più attivi e propositivi della rete nazionale di Albachiara. Nata da un gruppo di giovani sulla spinta dell'entusiasmo ricevuto durante una edizione del Campus di Montecatini, oggi è una realtà che coinvolge moltissime scuole di tutta la Puglia in un lavoro costante sui temi della cittadinanza e della legalità.
   
info Laura Preite (349 1439129)
sito www.terradelfuocomediterranea.org
mail laura.preite@terradelfuoco.org

 

Tra memoria, presente e futuro...
  • Prima dell’avvio del progetto quali erano le condizioni di partenza nell’ambito del lavoro con i giovani, nel proprio territorio di riferimento?

Il Meridione spesso è considerato come la parte malata di un Paese che stenta a definire il proprio profilo in Europa. Siamo convinti che nella scuola ci sia la soluzione per superare pregiudizi e rilanciare il proprio ruolo di cittadini attivi e responsabili. Il Sud impigliato ad una mentalità spesso frenante, una scuola troppo distratta dall’eccessiva burocrazia.

  • Perché nasce il vostro progetto?

Il progetto “Cantieri della Cittadinanza” nasce perché ci siamo accorti che la scuola è il luogo in cui nasce, cresce e matura il “cittadino” che è in noi. Abbiamo notato che questo ente stava dimenticando il suo ruolo imprescindibile di centro di formazione ed educazione, e abbiamo sentito l’esigenza di rilanciare questa peculiarità.

  • Qual è il rapporto con la rete di Albachiara?

Albachiara è per “Terra del Fuoco-Mediterranea” una piattaforma comune di condivisione, un continuo confronto, un dialogo con le realtà che come noi, ogni giorno lavorano per fare della cittadinanza responsabile la bussola del progresso civile. La nostra partecipazione al Campus di Montecatini è un appuntamento fisso con la riflessione e con la crescita personale e collettiva.

  • Com’è il rapporto con gli Enti locali?

Gli enti locali devo essere i facilitatori delle attività educative e formative, devono assicurare presenza costante e attenzione e fin’ora, la Regione Puglia e le province della nostra Regione, hanno compreso quanto fondamentale sia il lavoro delle associazioni per la crescita e la maturazione del territorio.

  • Ed i giovani che ruolo hanno per voi?

Lavorare con i giovani significa renderli protagonisti di un percorso di maturazione, renderli autisti della loro responsabilizzazione. L’educazione alla pari è un metodo infallibile per stabilire un rapporto continuo e forte tra gli educatori e gli studenti. Rafforza la loro fiducia in se stessi, accompagnandoli verso il pensiero vigoroso che anche loro possono, nel loro piccolo, cambiare la realtà che li circonda.

  • Qual è il rapporto fra i giovani e gli adulti?

Vedere dei giovani ragazzi impegnati per costruire una società dove viga la giustizia sociale e ci sia la realizzazione di diritti e doveri, dovrebbe essere motivo di speranza per tutti coloro che operano nelle amministrazioni e negli enti locali. Per questo, nonostante le apparenti diffidenze, la collaborazione è costante e seria.

  • Qual è stato il cambiamento nella capacità di lettura del territorio?

Il territorio è la nostra mappa, quella che consultiamo quotidianamente, quella che ci dirige verso le scelte che dobbiamo compiere, dalle attività alle tematiche che decidiamo di affrontare. Leggere il territorio significa capirne i cambiamenti e con discrezione, cercare di definire un piano per la risoluzione della problematiche che si rintracciano. Di ora in ora, accumuliamo sempre più strumenti, necessari per porci come credibili punti di riferimento e osservatori privilegiati.

  • Quali sono stati gli obiettivi raggiunti in base alle aspettative di partenza?

Abbiamo constatato che il nostro perseverare nell’idea che la scuola sia il centro propulsore di formazione, osservazione, educazione e confronto, è stato atteggiamento vincente. La scuola è il nostro cantiere, quello che può coltivare intelligenze e seminare senso di responsabilità. Per questa idea, siamo riconosciuti sul territorio e siamo punto di riferimento per chi, come noi, sa che diventare cittadini, non è scelta facoltativa, ma piacevole dovere che abbraccia ogni persona.

  • Sono nate nuove progettualità da quella in atto?

Parlare di cittadinanza e parlare di scuola, inevitabilmente apre ulteriori scenari e traccia meccanicamente altri percorsi. Guardiamo all’Europa e ci sentiamo costruttori di questa entità, che è ancora in fasce, ma che dobbiamo alimentare con il nostro pensarla come orizzonte di ogni nostra azione. Lavoriamo quindi, con progettazioni europee, proiettate a disegnare il nostro ruolo di cittadini europei.

  • Quali sono le risorse impiegate per dare continuità al progetto?

Il progetto “Cantieri della Cittadinanza” è diventato ormai una risorsa non solo per “Terra del Fuoco-Mediterranea”, ma per tutto un territorio che ha bisogno di far circolare idee e pensieri di rinnovamento. Per questo, gli enti pubblici e le scuole sono disposte a investire economicamente su tale progettualità, assicurandone quindi la continuità nel tempo.

 

 

Appuntamenti
14 MAR
Terra del Fuoco Mediterranea ha compiuto CINQUE ANNI DI ATTIVITA'

 

il Treno della Memoria
Treno della Memoria



“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)

 

Nella primavera del 2004 l’Associazione Terra del Fuoco organizzò la manifestazione “Piemonte Fabbrica di Cultura”, una settimana di scambio culturale delle “culture underground” piemontesi nella città polacca di Cracovia. Nel giorno di pausa della kermesse alcuni dei soci decisero di visitare il vicino Museo Internazionale dell’Olocausto di Auschwitz – Birkenau, e uscirono da quell’esperienza con la convinzione che tutti i giovani dovessero, almeno una volta nella vita, essere testimoni diretti di quell’orrore. Così nacque il progetto Treno della Memoria. Era il gennaio del 2005 quando il primo Treno della Memoria partì alla volta di Cracovia con 600 giovani piemontesi e 50 leccesi, guidati dai giovanissimi educatori dell’Associazione Terra del Fuoco. Da allora quei 700 ragazzi sono diventati più di 9000 e il progetto è cresciuto arrivando a coinvolgere quasi 10 regioni italiane nell’edizione del 2010. Da un’idea di un gruppo di giovanissimi torinesi, è nato un progetto che oggi raggiunge tutta Italia. La crescita del progetto non si limita però alle cifre: dalla sua prima edizione il Treno si è arricchito di un percorso educativo che affianca i giovani partecipanti per un intero anno scolastico, con incontri formativi che precedono e seguono il viaggio e che si chiudono con la celebrazione, tutti insieme, del 25 aprile. Il progetto ha, sin dalle sue origini, il sostegno della Regione Piemonte, della Provincia e del Comune di Torino e oggi anche delle Regioni, Province e Comuni che sempre più numerosi hanno aderito e continuano ad aderire al Treno della Memoria.